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Cammino dell’anno 2013-2014: Non c’è gioco senza te

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Caratteristica principale dell’itinerario formativo per il 2013/2014 è quello di rispondere alla domanda di vita dei ragazzi che si interrogano sulla prossimità e l’accoglienza incentrato sull’esperienza vissuta nella comunità cristiana. Per orientare ragazzi ed educatori, nelle guide troviamo il riferimento alla categoria della compagnia, che aiuta i ragazzi a scoprirsi invitati da Dio alla festa della comunione con Lui. L’incontro con il Signore Gesù è la vera fonte della gioia, una festa a cui tutti sono invitati e che diventa la buona notizia di cui i ragazzi stessi sono portatori. Vivendo appieno il quotidiano, con scelte concrete e l’impegno ad una cittadinanza attiva, essi fanno esperienza di servizio per il bene comune.

In quest’ottica di compagnia la domanda di vita espressa dai bambini e ragazzi ci parla di prossimità ed accoglienza. Ecco quindi che anche una domanda semplice e diretta quale “Giochiamo?” apre l’orizzonte ad una richiesta di farci vicini e entrare nel mondo dei piccoli.

In questo vengono in aiuto gli atteggiamenti: accoglienza, condivisione, gratuità e gratitudine. Sono un’ulteriore proposta, una strada percorribile rispetto alla categoria dell’anno: una disposizione all’altro che vede gli educatori primi testimoni nel quotidiano.

L’icona biblica, che accompagna il cammino dell’anno, è tratta dal Vangelo di Matteo (22, 1-14) e ci parla di un banchetto di nozze. Un racconto particolare, forse poco frequentato, nel quale si insiste per dare spazio a tutti, per fare sì che l’invito si apra alla moltitudine di persone che normalmente pensiamo “fuori”. Al tempo stesso è sottolineato con forza l’invito a scegliere con cura l’abito nuziale, perché le opere della carità devono essere accompagnate dalla fede.

L’itinerario proposto ha anche una storia, con un’ambientazione precisa, il parco-giochi, e dei personaggi che facilitano l’identificazione dei ragazzi. Le caratteristiche del luogo ci porteranno ad approfondire il carattere gratuito, pubblico e di bene comune, rispetto ad un luogo insieme reale e simbolico in cui i ragazzi vivono e si incontrano.

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