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8 dicembre – Festa dell’Adesione

festa papaNelle realtà parrocchiali in cui è presente l’Azione Cattolica, l’8 dicembre, festa dell’Immacolata concezione è la giornata tradizionalmente legata al rinnovo dell’adesione all’associazione.
Aderire all’AC è una scelta personale, un segno decisivo che “traduce” la nostra più ampia adesione a Cristo e alla Chiesa universale; vi è poi una dimensione comunitaria dell’adesione la quale è scelta “pubblica”, dinanzi alla comunità e per la comunità. esprime quindi – terzo elemento – la responsabilità dei laici, altro tratto tipico dell’Ac, sia verso la Chiesa che verso la società.
Una quarta si riferisce al fatto che i soci di Ac, mediante il tesseramento, si assumono la responsabilità economica di sostenere la propria associazione, a livello locale e nazionale.
Una quinta e ultima annotazione riguarda il valore dell’essere associazione oggi. Un valore espressione della volontà di “mettere assieme”, di crescere assieme. In un tempo spesso segnato da lacerazioni e divisioni, l’Ac indica, nella sua semplicità, che è possibile unire, avvicinare, costruire assieme. In Ac si cerca di camminare, fianco a fianco persone di tutte le età sostenendosi reciprocamente.

 

Suggerimenti per la liturgia dell'8 dicembre

Suggerimenti per la liturgia dell'8 dicembre

Al link seguente sono disponibili alcuni suggerimenti utili per la celebrazione liturgica dell’8 dicembre

Suggerimenti per la liturgia 8 dicembre 2020

Liturgia del giorno martedì 08 dicembre 2020

ECCO IL NOSTRO SI

ECCO IL NOSTRO SI

“Ecco il nostro SI” è una canzone dedicata a Maria e al suo SI. Scritta da Emanuele Fossi di Fiesole nel 2004 in occasione dell’Incontro nazionale dell’ACR ad Ancona, è stata “adottata” da tutta l’associazione e spesso riproposta in occasione degli incontri associativi e della celebrazione annuale dell’8 dicembre.

CLICCA QUI per il testo e gli accordi della canzone

Otto passi per capire l'8 dicembre

Otto passi per capire l'8 dicembre

L’imminente ricorrenza dell’8 dicembre è per i soci dell’Azione Cattolica un momento caro e significativo. Caro perché la Madonna Immacolata è la patrona della nostra associazione, significativo perché è l’occasione in cui si ripropone, a se stessi e ad altri, il significato dell’essere di Azione Cattolica. L’adesione all’AC è un dire il proprio “sì” ad un ideale di vita, che per molti è nella linea della fedeltà, mentre per altri è l’occasione per un primo incontro con un’esperienza di cui si sono constatati o intuiti il valore e il significato.

Un ideale di vita
Non si può essere di AC per qualche mese o per qualche anno, perché l’AC si basa su un ideale che non è temporaneo. Essa vuole proporre ai laici cristiani un modo di vivere alto, che impegna e sospinge alla pienezza della vita cristiana. Un ideale che si accoglie come una chiamata di Dio ad essere nel mondo e nella Chiesa secondo uno stile evangelico.

Un’esperienza di vita laicale
L’AC è composta da credenti che hanno fatto propria la lezione del Concilio sulla presenza dei cristiani nel mondo, che sentono il dialogo con l’umanità di oggi come una sfida per la loro coscienza e per la Chiesa. Cristiani che stanno nel mondo amando la realtà – ricca e difficile di oggi – con la sollecitudine e la forza del Signore, che non abbandona la storia umana e ne guida i passi verso la pienezza del Regno. I laici di AC, dunque, sono persone che amano la vita e amano il loro tempo nel quale sono chiamati ad essere “sale della terra e luce del mondo”.

Un’esperienza di vita ecclesiale
Essere di AC significa assumere la vita della Chiesa come la vita della propria famiglia, vivendo in essa con spirito di figli. Lo Statuto dice che chi aderisce all’AC fa sua la stessa finalità della Chiesa, cioè l’evangelizzazione; e la fa propria con quella sensibilità che i laici hanno nell’assumere il compito di dire il Vangelo alle persone del proprio tempo e nel proprio contesto. La corresponsabilità con cui i laici di AC stanno nella Chiesa li porta a stare vicino ai loro pastori, con l’affetto dei figli e con la maturità di persone adulte che sanno prendere iniziative assumendosi le proprie responsabilità.

Un’esperienza di incontro tra le persone
Si è di AC perché si ha il desiderio dell’incontro profondo tra le persone, perché si conosce la bellezza e la fatica di mettersi insieme e del mettersi in relazione per costruire fraternità in vista della testimonianza cristiana. Avere il senso delle relazioni tra le persone e dedicarsi a costruire relazioni serene e positive è oggi un impegno di alto valore anche sociale e civile, in un tempo di grandi solitudini, di individualismi e divisioni che spesso generano sofferenza ed emarginazione.

Un’esperienza di partecipazione e di corresponsabilità laicale
Essere di AC significa anche avere il senso dell’organizzazione e la consapevolezza del suo valore e del contributo che a tutti essa richiede. L’AC vive se i suoi aderenti la vogliono e vive come i suoi aderenti vogliono farla vivere. La qualità della sua vita dipende e dipenderà dalla capacità di corresponsabilità che in essa assumeranno coloro che ad essa aderiscono.

Una testimonianza personale
Il tesseramento è un gesto pubblico: chi accetta di dare il proprio nome, di aderire ad un’associazione, spesso davanti a tutta la comunità, manifesta la sua scelta in forma esplicita. E se questo aspetto può mettere in difficoltà qualcuno che teme di non essere all’altezza dell’impegno richiesto, ricordiamo che l’associazione è una rete che aiuta e sostiene i suoi soci. L’apostolato a cui siamo chiamati non è un atto individuale, isolato, ma un’azione agita in comunione con i soci e in collaborazione con i Pastori.

Una comunicazione di esperienze
Chi fa parte di una famiglia desidera conoscere il suo stile, le scelte, le persone, i fatti che ne scandiscono la vita. Per questo, con l’adesione, ogni socio riceve quegli strumenti (informazioni, comunicazioni, riviste, sussidi…) che lo aiutano a sentirsi parte della grande famiglia associativa. È difficile capire che cosa significa essere cristiani nel mondo di oggi: per questo l’AC offre momenti di dialogo, studio e approfondimento utilizzando tutti gli strumenti che oggi la comunicazione ci fornisce. Ma soprattutto, l’AC deve essere un’esperienza viva e coinvolgente: un’esperienza in cui le persone gustano la bellezza, la ricchezza, anche la fatica dello stabilire legami che accompagnano la propria testimonianza di laici cristiani nel mondo. La concreta vita associativa costituisce la più importante scuola di formazione che i laici di AC hanno a loro disposizione.

Un gioioso momento di festa!
Sì! L’adesione è anche un gioioso momento di festa! Festa della nostra patrona, la Madonna Immacolata, festa di una associazione che dopo 150 anni è ancora attiva nelle nostre parrocchie, festa di una famiglia che accoglie piccoli e grandi accompagnandoli nelle varie fasi del loro cammino, condividendo un ideale che dà senso e speranza alla vita.

Gina Zordan

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