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Oscar Romero e il 1980, un anno di martiri che non dimentichiamo

Oscar Romero e il 1980, un anno di martiri che non dimentichiamo

Non possiamo che gioire alla notizia che Oscar Romero, il piccolo sorridente vescovo dei poveri, già chiamato santo dal popolo latinoamericano, sarà chiamato santo anche dalla Chiesa universale. Nel giorno in cui il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, prestava giuramento, per una misteriosa e felice coincidenza papa Francesco firmava il decreto di beatificazione di Oscar Romero, martire della fede.

Vittorio-Bachelet

Vittorio Bachelet

Piersanti Mattarella

Piersanti Mattarella

Nel 1980, anno orribile di troppe morti violente per El Salvador e per la nostra Italia, venivano uccisi in breve arco di tempo Piersanti Mattarella, assassinato dalla mafia il 6 gennaio, Vittorio Bachelet, caduto vittima delle brigate rosse il 12 febbraio, e Oscar Romero, ucciso il 24 marzo con un colpo di pistola sull’altare da chi voleva far tacere la voce di un uomo di fede che implorava giustizia e riconciliazione.

Papa Francesco all’udienza del 7 gennaio ha ricordato le parole del vescovo salvadoregno sul martirio: «Dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio, è dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio della vita quotidiana; dare la vita a poco a poco? Sì come la dà una madre».

Romero è stato un buon vescovo cattolico, un cristiano coerente fino alla fine. Avrebbe amato la tranquillità, raccontò qualche tempo prima di morire a Paolo Giuntella, «se giustizia e compassione non l’avessero chiamato per nome».

Caterina Pozzato
Presidente Azione Cattolica Vicentina

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