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Un rinnovamento con lo sguardo rivolto in avanti

Un rinnovamento con lo sguardo rivolto in avanti

Parole, profumi, quadri, citazioni cinematografiche, partite di calcio, poesie, libri… Se pensiamo al futuro, quali sono le prime tre cose che ci vengono in mente? È il piccolo esercizio con il quale si è cimentata la Presidenza Diocesana per il triennio 2011-2014, in uno dei suoi ultimi incontri. Con lo sguardo rivolto in avanti, abbiamo focalizzato un traguardo e immaginato che associazione vorremmo essere quando ci arriveremo. Il traguardo in questione è stato riassunto così : “AC150”. Sembra la targa di un’automobile, in realtà è molto di più: è l’importante anniversario che l’Azione Cattolica Italiana vivrà nel 2018, ovvero i 150 anni dalla sua fondazione (ricorrenza che l’Azione Cattolica Vicentina festeggerà nei primi giorni di gennaio 2019).

Il triennio 2008-2011, ha avuto inizio con i festeggiamenti per i 140 anni di storia dell’AC. Un anniversario importante che ha avuto una forte eco in tutte le associazioni, da quelle parrocchiali a quelle diocesane. L’anniversario ha rappresentato l’occasione per riscoprire la storia (anche locale) dell’Azione Cattolica, fatta soprattutto di persone ma fatta anche di scelte profonde. Altrettanto arricchente è stato ripercorrere il contesto nel quale la nostra associazione è nata e cresciuta, accompagnata dai grandi cambiamenti della società.

Eccoci qui, allora, alla vigilia di un nuovo, importante anniversario. È bello immaginare il triennio 2014-2017 come un “aperitivo” al “piatto forte” che sarà l’Azione Cattolica del 150esimo. Tornando alla domanda che si è fatta la Presidenza Diocesana uscente: come ci arriveremo? Come vorremmo arrivarci? Quali potrebbero essere gli “ingredienti” di questo “piatto forte”? Quanto (molto) è stato condiviso, può venire condensato in due attenzioni. La prima è quella che raccoglie parole “classiche”, come comunione e unitarietà, ma che si è arricchita di termini quali condivisione e, soprattutto “collegialità”. Un’AC, insomma, nella quale è importante “fare squadra”, soprattutto all’interno delle Presidenze.

La seconda attenzione è stata identificata, anche qui, con parole “classiche” come discernimento e laicità e arricchita da apertura, politica, lungimiranza.

In sintesi, possiamo dire che la Presidenza Diocesana uscente “sogna” un’Azione Cattolica che cresca su due versanti. Quello “associativo” per quanto riguarda la vita interna che deve connotarsi sempre più con uno spirito di collegialità, e quello “laicale”, che riguarda una capacità rinnovata di stare dentro la società come associazione e di leggere i segni dei tempi per essere una realtà aperta al confronto e alla collaborazione.

La dimensione associativa e quella laicale sono due assi importanti della nostra identità, che l’orizzonte “AC150” ci offre l’occasione di riscoprire, rinnovare e rimotivare.

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