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Sulle orme della Laudato Si’

Sulle orme della Laudato Si’

CAMPO GIOVANI

A Cavallino dal 16 al 21 agosto

 

Dal “care” di Don Milani alla “cura” per la casa comune. In continuità e sintonia con il campo 18/19enni, dal 16 al 21 agosto si è svolto il campo giovani diocesano a Cavallino, Venezia. Mappa e antenna della settimana è stata l’Enciclica Laudato Si’, voluta e diffusa da Papa Francesco nel 2015. Un testo la cui lettura è scorrevole e che però interroga profondamente il nostro presente, puntando il dito contro quella “cultura dello scarto” che mortifica ambiente, poveri e persone con vulnerabilità. 

Andando con ordine: a inizio campo grazie agli stimoli di Adriano Sella, educatore nel campo dei nuovi stili di vita, è stata presentata la Laudato Si’, recuperandone i punti fondamentali e sottolineandone la dimensione di “ecologia integrale”. Abbiamo poi provato ad affrontare alcuni grandi temi come la sostenibilità, la disuguaglianza e l’equità con l’aiuto di Oltrevia, associazione che si propone come “Scuola di politiche ambientali” e che lavora con giovani nel bassanese. Certo, è cruciale ricordarci da dove veniamo, ma nessuna azione può avere davvero senso se non è inserita in un contesto più grande: dal Mozambico Suor Rita Zaninelli, comboniana, ci ha portato la testimonianza della precarietà lavorativa e sanitaria in cui vivono le comunità in cui è inserita, raccontandoci di come spesso la situazione sia aggravata dalla presenza invadente e infestante di tanti colossi multinazionali. 

Di fronte a tanta assurdità, tanta ingiustizia ci si sente spesso piccoli e spaesati e, in un certo senso, abbiamo fatto esperienza anche di questa finitezza. Però, ci ricorda il Papa, “il mondo non è un problema da risolvere” – è un qualcosa di cui serve imparare a prenderci cura, con autenticità. 

Forse l’incontro più forte, in conclusione, è stato quello con Silvia Cavinato che ci ha portato la testimonianza semplice ma straordinaria di Gino Girolomoni e della moglie Tullia Romani, che per primi in Italia hanno praticato l’agricoltura biologica e fatto scelte importanti, non solo per sé. A chiudere il campo, un insolito momento guidato dal sommelier Lodovico Cavaliere e da Giulia Masiero dell’Azienda Agricola Biodinamica Masiero in cui degustazione, domande e storie di vita si sono incrociate, prendendo un volto e un sapore precisi. 

Nel racconto del campo giovani non si può prescindere dal luogo: il mare è divertimento ma anche palestra di contemplazione, che si esercita svegliandosi presto la mattina per la preghiera all’alba oppure osservando il tramonto dall’isola di San Francesco del Deserto. Per Giuseppe “è stato un campo atipico che ha contrapposto la solita esperienza intima e protetta della casa tra le montagne, alla contemplazione di un orizzonte ampio donato dal mare, vissuto in tutti i momenti della giornata”, che poi il mare sa ridare sia limiti che far sognare in grande. 

E nonostante le dimensioni delle sfide che ci aspettano “sono stati cinque giorni che tutti noi ricorderemo come un’esperienza importante (dal latino portare dentro) che ha lasciato delle impronte indelebili nella spiaggia e nei nostri cuori. Sono stati giorni pieni di canzoni che ricolmano l’anima di gioia, di testimonianze di persone che dalla normalità che viviamo anche noi ogni giorno sono riuscite a tirare fuori progetti e a realizzare sogni che fanno bene anche alla terra, “giorni colmi di speranza”, dice Mery. 

Cosa possiamo fare, ora? Lasciarci interpellare e coinvolgere per ascoltare il grido della terra e dei poveri, sapendo di poter avere, come dice Ottavia “una consapevolezza in più, che, ammetto, mi mancava, e che mi auguro mi possa dare quella spinta per fare del bene per il creato che mi circonda partendo dal piccolo”. Possiamo riconoscerci prima di tutto parte di una comunità capace di contemplare e allo stesso tempo di agire, possiamo riconoscerci capaci insomma di “contemplAzione”. 

Infine, un grande “grazie” a don Lorenzo, che ha saputo regalarci leggerezza e profondità, cura e passione. Ce lo siamo detti: la Laudato Si’ va verso il Brasile con lui, la Laudato Si’ resta a Vicenza con l’équipe e con tutti i ragazzi che con questo campo hanno detto un grande “sì, ci siamo”. 

Eleonora Ciscato 

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