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La Professione Pubblica della Fede dei giovanissimi

La Professione Pubblica della Fede dei giovanissimi

Ogni anno, al termine del cammino della quinta tappa dei Giovani di Ac, viene posta ai giovani la domanda se vogliono professare davanti alla comunità la propria fede.

 

Un libro rilegato bene e dall’aspetto prezioso, ecco quello che si vede quando ci si imbatte per la prima volta sul libro delle firme della Professione Pubblica della Fede dell’Azione Cattolica di Chiampo.

Ai molti può apparire solamente un libro con annotati all’interno date e nomi di giovani che, in un preciso tempo della loro giovinezza, hanno deciso di impegnarsi davanti alla comunità parrocchiale rinnovando in modo maturo la loro appartenenza alla Chiesa, ma al contrario racconta la storia della vita di una comunità cristiana che si rinnova generosamente nel tempo.

Si proprio così, dal lontano 18 maggio del 1997 (prima data registrata sul libro, anche se questo cammino è iniziato nel 1992 con la lungimiranza di due sacerdoti del tempo), ogni anno al termine del cammino della quinta tappa dei Giovani di Azione Cattolica viene posta questa domanda ai giovani, se vogliono cioè professare davanti alla comunità la propria fede. Da quel giorno abbiamo raccolto la volontà di 321 giovani che stanno, nei diversi ambiti della loro vita, testimoniando la loro fede. Abbiamo avuto la fortuna, attraverso questo cammino di Azione Cattolica, di vedere i frutti di percorsi vocazionali iniziati nei gruppi delle Tappe dei Giovanissimi di Ac.

Sono nate delle luminose vocazioni matrimoniali, sacerdotali, religiose, ma non solo; è grande infatti la gioia nel vedere, in 23 anni di questo cammino, giovani che si sono impegnati nel sociale, in campo missionario, in politica ma soprattutto nella famiglia e nella propria comunità cristiana. Non è per tradizione che ogni anno aspiriamo a questo momento, e non è neanche per autocompiacimento! Siamo invece convinti che non tutto sia procrastinabile e che i giovani debbano avere l’opportunità di porsi obiettivi ambiziosi, che si collochino al di sopra dell’incertezza che sembra contaminare le nostre vite. Per questo proviamo ad “accompagnarli” perché nasca in loro il desiderio di valorizzare i propri talenti affrontando responsabilità e situazioni che, chi è più grande lo sa, prima o dopo busseranno alla porta di ciascuno.

Certo appare astratto il concetto di “Professione pubblica della fede”, e non abbiamo la pretesa di chiarirlo con queste semplici righe. Possiamo evidenziarne però un aspetto che, se ci pensiamo, per noi di A.c. è assolutamente ricorrente: la necessità cioè, in questa occasione come in ogni momento della nostra esistenza, di “ordinare le cose del mondo secondo Dio”.

Non si pongono quindi vincoli se non la comprensione, o perlomeno il tentativo di comprensione, che siamo tralci bisognosi della vite per portare frutto. Spesso la p.p.f. per i giovani di A.c. è il simbolo di un traguardo, di una raggiunta “maturità di gruppo”, della conclusione di cinque anni intensi di condivisione. Ma il buon animatore sa, e cerca di ricordarlo ad ogni occasione, che questo è in realtà un traguardo intermedio nel quale ci si può certo fermare per fare il punto della situazione, ma nel quale deve essere ben visibile il cartello di divieto di sosta: possiamo professare che è bello sapersi amati dal Signore ma poi, per essere testimoni credibili, dobbiamo continuare a camminare proponendoci di essere ogni giorno laici discepoli missionari.

Quello che ai ragazzi viene chiesto di professare non è un giuramento solenne, né un contratto vincolante con la comunità parrocchiale, ma di impegnarsi a lasciare spazio nella loro vita all’amore di Dio, perché le loro mani e le loro bocche diventino strumenti a servizio del bene, di un bene gratuito che lascia il segno, di un bene che non possiamo delegare ad altri, di un bene capace di cambiare la storia. Lo sappiamo, è più facile conservare i tesori acquisiti piuttosto che andarne a scoprire di nuovi, è più facile diffidare piuttosto di amare. Ma questo non è sognare!

Simone Negro

Presidente AC Chiampo

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